Descrizione
Emozioni e riflessioni sul vero significato della vita sono stati al centro del doppio incontro di mercoledì 9 aprile presso il Teatro Comunale “Raffaele Lembo” prima e l’Aula Consiliare del Comune di Canosa poi con Gianpietro Ghidini della fondazione “Ema pesciolino rosso”, papà di Emanuele Ghidini morto all’età di 16 anni gettandosi nel fiume a Gavardo dopo aver ingerito sostanze stupefacenti. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali, ha visto coinvolti gli studenti delle scuole del territorio al mattino e gli adulti nel pomeriggio al fine di raccontare a due generazioni diverse come dal dolore sia possibile rialzarsi e addirittura diventare migliori.
“Essere genitori è difficile – ha spiegato Gianpietro Ghidini - non te lo insegna nessuno, non c’è nessuna scuola da frequentare. Al contempo essere figli è complicato, non sempre ci si sente all’altezza dei propri genitori, non sempre si comprende che sbagliare qualcosa non significa essere sbagliati». Ema, un adolescente come tanti, desideroso di fare le sue esperienze, in quel periodo convivenza con un malessere che papà Gianpietro ha raccontato di aver sì intercettato, ma che aveva rimandato di ascoltare alla giornata successiva per motivi lavorativi.
Ema trascorre la serata in compagnia di alcuni suoi amici, ingerendo alcol ed LSD illuso dall’idea che gli stupefacenti non siano pericolosi, ma benefici per mettere a tacere la sofferenza interiore. A seguito dell’assunzione, inizia a star male e ad essere in preda alle allucinazioni. Nessuno chiama aiuto forse per paura. Delirante si tuffa nel fiume in piena vicino casa e a soli sedici anni perde la vita. Il suo corpo sarà ritrovato il giorno successivo. “Spesso siamo noi genitori più persi dei nostri figli. Commettiamo errori anche banali, io per primo l'ho fatto. Con lui - prosegue papà Gianpietro - avevo un bellissimo rapporto, ci abbracciavamo sempre. Nell'ultimo anno però avevo deciso di andare via di casa, pensavo che i miei due figli fossero grandi e non avessero più bisogno di me. Solo dopo la morte di Ema, ricordando i suoi abbracci, ho capito che lo avevo trascurato per inseguire la felicità effimera legata al denaro e al successo professionale. Mi sono sentito il peggiore del mondo».
Da quel momento papà Gianpietro ha iniziato a dedicare la propria vita ai giovani, spingendoli a cercare un dialogo con i propri genitori, piuttosto che con falsi amici. Gli studenti presenti hanno interagito con il Signor Ghidini come se fosse un loro padre. Quest’ultimo é riuscito a mantenere costantemente viva la loro attenzione e partecipazione, in modo da essere sicuro che a fine incontro, tornati a casa, qualcosa sarebbe rimasto nei loro cuori.
La sua presenza è stata un’occasione di dialogo trasversale tra generazioni, emozionante e significativa. Ai ragazzi ha infine affermato: “Il mondo sbagliato non è il vostro, ma il nostro. Quello degli adulti. Toccherà a voi cambiare questo mondo malato. Solo un pesce morto segue la corrente”. Al termine dell’incontro, in tanti si sono soffermati a ringraziare e salutare papà Gianpietro con abbracci profondi, silenziosi e commossi.
Sabato 12 aprile 2025 - ore 11:50 - Sabino Del Latte | Ufficio Stampa Comune di Canosa di Puglia | 0883610212
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Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2025, 12:01