Salta al contenuto principale
Regione Puglia
Accedi all'area personale

Il "Terrizuolo" protagonista presso la Fiera del Levante a Bari

Le parole della consigliera comunale Antonia Sinesi

Data :

30 settembre 2026

Categorie:
Cultura
Il "Terrizuolo" protagonista presso la Fiera del Levante a Bari
Municipium

Descrizione

 
Canosa e il suo patrimonio gastronomico ed enogastronomico sono stati nuovamente al centro, venerdì 25 settembre, di un focus presso la Fiera del Levante di Bari. Sulla scorta di quanto precedentemente illustrato lo scorso 22 settembre con l’intervento dal titolo “La memoria che vive: gli anziani custodi dell’identità e della cultura”, la consigliera comunale Antonia Sinesi ha concentrato questa volta la propria attenzione sul “terrizuolo”, antico vitigno a bacca bianca della nostra terra.
 
La consigliera Sinesi, nel relazionare, ha avuto modo di sottolineare come il vitigno abbia corso il rischio di perdersi definitivamente. Ciò, fortunatamente, è stato evitato grazie al coinvolgimento della comunità attraverso l’impegno di Amministrazione, scuola, imprese e mondo della ricerca che hanno lavorato insieme salvando uno dei simboli identitari delle tradizioni locali. Il “Terrizuolo” si contraddistingue per il suo vino bianco particolare, di colore giallo oro, fruttato e con un piacevole retrogusto minerale.
Nel dialetto locale questa vite veniva chiamata “u Trezzùle” e prima di iniziare questo percorso di riappropriazione del proprio passato, del vitigno si conosceva solo ed esclusivamente la sua denominazione dialettale.
 
«Nessuno, da solo, sarebbe arrivato fino a qui. Il cittadino ha avuto l’intuizione e ha acceso la prima scintilla. L’Amministrazione - spiega la consigliera Sinesi - ha raccolto quella proposta e ha creato le condizioni per realizzarla. La scuola ha messo a disposizione competenze, spazi e soprattutto giovani. I tecnici e il mondo della ricerca hanno contribuito a studiare e valorizzare il vitigno. E il territorio può tornare oggi a riconoscersi in una parte della propria storia. Questa esperienza dimostra che la collaborazione tra amministrazioni, cittadini, scuole, imprese e mondo della ricerca non è soltanto una dichiarazione di principio. Può diventare uno strumento concreto per tutelare il patrimonio, creare conoscenza e generare nuove opportunità. Il “Terrizuolo” rinasce, quindi, non soltanto perché abbiamo salvato alcune piante. Rinasce - conclude Sinesi - perché abbiamo trasformato una memoria privata in un patrimonio collettivo».

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026, 11:07

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot